"Minimesis"
di Lucio Dodo Arslan
 

"Traccia, giardino
dei pensieri"
di Lorenza Clivio
 

"Soundscape"
di Frida Andersson
 

"Trama e ordito"
di Raffaella Amoruso, Giuseppe De Gennaro, Fabiana Ernesto
 

“Hata” di Antal Nagy

Facilmente sollevabile e trasportabile, utilizzato da solo o con più elementi, Hata può essere una semplice panchina, diventare un piano d'appoggio per riposarsi, trasformarsi in una struttura per il divertimento dei più piccoli. Il suo nome, da ricondursi allo yoga, è promessa di salute ed efficienza psicofisica.




 

La città intesa non esclusivamente come spazio degli oggetti, ma occasione di relazioni tra le persone.
Perché le nostre città hanno bisogno di essere vissute e godute dal punto di vista più umanistico che tecnologico. I giovani designers e le scuole invitate hanno risposto a questa domanda con grande libertà interpretativa, i cui risultati sono molto interessanti.

Ecco la gallery di tutti i lavori pervenuti, un omaggio all'impegno di tutti i giovani designers che hanno partecipato

"17X17" di Andrea Carbone“Gino, dentro e fuori dai cerchi” di Avril Accolla“Led” di M argaret Moser , Emanuele Arioso“Libera un libro” d Manolo Bossi
“Swing city” di Tommaso Ceschi“Sofà” di Andrea Cucchi“Urban living” di Sandro Danesi“Bidonville” di Cristina De Agostani“Urban idleness” di Roberto Delfanti
“Roundabout” di Odoardo Fioravanti“No MINI, no motion” di Alessandro Fonio “Spidi_lòu” di Riccardo Gatti , Matteo Ingaramo“Play&joy” di Tony Lanzillo
Omaggio” di Tommaso Maggio“Leggere al parco” di Elio Misuriello“Modo3” di Matteo Montani“Hata” di Antal Nagy“I colori della polvere”
di Francesco Parrella , Carmine Deganello
“Luco” di Daniele Rastelli“Mini house” di Manuel RemeggioSimpodium” di Arianna Vivenzio
“Skywatcher” di Masaki Yamamasu



G. Dorfles - presidenteM. Saltalamacchia - co-presidenteF. BurkhardtJ. CapellaC. ForcoliniB. PitzornoM. Romano