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Gli anni del dopoguerra furono un periodo di rinascita e crescita economica che favorì l’avvento di un nuovo stile di vita più libertino che si tradusse, alla fine degli anni 60, in manifestazioni e rivolte di giovani e lavoratori. In questo panorama trovò terreno fertile il design italiano.

Boom economico

“Lontani” dal ricordo della guerra numerosi giovani si riversavano in strada a cavallo di Vespe e Lambrette che, insieme alla Fiat 500, restano tutt’ora emblemi del design automobilistico italiano del tempo. La rivoluzione del modo di vivere non si limitò solo ai mezzi di trasporto ma entrò anche nelle case degli italiani in cui gli spazi cominciarono ad acquisire caratteristiche estetiche e prestazionali fino ad allora mai prese in considerazione. Fu proprio il nuovo design domestico a garantire all’Italia un ruolo di rilievo nel campo a livello mondiale tanto che nel 1972 a New York venne presentata la mostra “Italy: the new domestic landscape”.

Dalla rinascita ai giorni nostri

Nato accanto a nuove esigenze di benessere e funzionalità, il design italiano ha saputo farsi strada negli anni tanto da raggiungere una posizione rinomata nel mondo grazie a designer come Bruno Munari, pluripremiato a livello mondiale per il suo elevato talento, Giorgetto Giugiaro, che vanta tra i tanti titoli quello di Car Designer del Secolo ricevuto a Las Vegas, Gio Ponti, ideatore del “Compasso d’Oro” premio più ambito dai designer a livello mondiale, Joe Colombo, Sergio Pininfarina e molti altri. Attualmente l’attività italiana nel campo è molto efficiente, ogni anno, infatti, al Salone del Mobile di Milano vengono presentate numerose opere di design appartenenti ad artisti che provengono da ogni parte del mondo. Il Salone non è l’unico “palcoscenico” italiano per opere del genere, attualmente a Roma per i 150 anni dell’Unità d’Italia è in corso la manifestazione “Unicità d’Italia” che consiste nell’esposizione dei migliori progetti di design degli ultimi cinquant’anni rigorosamente made in Italy, tra essi sono presenti, inoltre, le opere vincitrici del Compasso d’Oro ADI.

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