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Il social design è un ambito multidisciplinare nato in anni recenti, in seguito alla diffusione capillare di internet e dello sviluppo dei social network.

Questa disciplina studia l’interazione delle persone all’interno di una comunità, e consente di delineare le linee guida per il funzionamento di grandi servizi come ad esempio i social network.

Cos’è il design sociale

Tra social network, social marketing e social media è facile perdere la bussola, dal momento che di questi tempi sembra che tutto abbia una connotazione ‘social’.

Il social design è, secondo la definizione più semplice possibile, lo studio delle interazioni sociali finalizzato alla loro progettazione e costante miglioramento.

Ad esempio, i social network non solo consentono agli utenti di interagire con un servizio, ma anche tra di loro. In sostanza, quindi, il social design è volto all’ottimizzazione delle interazioni che si instaurano tra le persone, che tipicamente si scambiano commenti, suggerimenti, raccomandazioni o punti di vista.

Dal momento che questo ambiente (spesso solo virtuale) è stato creato dall’uomo, gli unici cambiamenti possono provenire dall’uomo. E, secondo gli esperti, minuscoli cambiamenti accadono in continuazione.

Pensare in modo strategico

Una delle caratteristiche più importanti del social design è il cosiddetto pensiero strategico, nell’ambito del quale due opposti si attraggono: la tradizione da una parte, e l’economia di mercato dall’altra.

In un modello efficiente di social design questi due poli non dovrebbero essere in competizione, ma piuttosto interagire tra loro. A tal proposito, si ricordano le teorie del filosofo americano Jacque Fresco che indica come il futuro dei sistemi sociali dovrebbe essere progettato utilizzando il metodo scientifico.

Il social design per il progresso della società

Il social design viene anche visto come un processo in grado di portare lo sviluppo delle capacità umane, che a loro volta hanno un’influenza diretta sul benessere della società.

Ad esempio, secondo l’economista indiano Amartya Sen la povertà è da considerarsi prima di tutto come una privazione delle capacità.

Focalizzando l’attenzione sulle capacità delle persone, piuttosto che sul loro reddito, Sen suggerisce che lo sviluppo dovuto al miglioramento dei diversi aspetti della vita sociale può nel lungo periodo contribuire allo sviluppo generale.

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